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Il generale prepara la discesa in campo con Futuro Nazionale

di Giustizia Avvocati - Redazione
04/02/2026
Home Primo Piano

Futuro Nazionale è realtà. Ad annunciarlo, dopo giorni di attesa, è lo stesso Roberto Vannacci. Che lancia sui social il suo nuovo soggetto politico con tanto di simbolo e manifesto. Dopo quasi 9 mesi da vicesegretario della Lega, l’ex generale molla gli ormeggi per intraprendere una corsa in solitaria. L’obiettivo è chiaro, almeno negli intenti: costruire “una destra diversa, vitale e non moderata”. Le quattro pagine che riassumono i punti ideologici e programmatici del nuovo partito, si chiudono con un appello inequivocabile: “chi mi ama, mi segua, io inseguo un sogno e vado lontano”. Una sfida che più di qualcuno è già pronto a cogliere. Alla Camera sarebbero almeno tre i deputati propensi a lanciarsi nell’iniziativa, ma più di qualcuno racconta una campagna di reclutamento tra i simpatizzanti del generale che potrebbe allargare le file. Intanto, l’unico consigliere leghista in Toscana si dice già pronto a lasciare il partito per seguirlo. E mentre ‘Il Mondo al Contrario’ – associazione da sempre al fianco del generale – comunica già un pieno sostegno al neonato partito, CasaPound si sfila.
    “Non ne faremo parte”, si legge in una nota del movimento di estrema destra. Che, smentendo le ipotesi su una possibile adesione alla nuova formazione politica, rilancia l’attivismo nel comitato a sostegno della proposta di legge sulla remigrazione. Battaglia in comune con i vannacciani, certo, ma non abbastanza per Casapound ai fini di valutare una “partecipazione a percorsi politici differenti da quello tracciato insieme agli altri movimenti fondatori del comitato”.     Dai vannacciani arriva la risposta piccata a microfoni spenti: “meglio perderli”. “Non è strategica – si sbottona qualcuno – un’alleanza con formazioni di estrema destra, in termini elettorali gli obiettivi sono ben altri, non lo ‘zero virgola’.     Porremo temi radicali, ma vogliamo parlare a tutta la destra”.     Di più, non si dice. La consegna del neo-leader di partito è di non rilasciare dichiarazioni, almeno fino all’evento di Modena.     Quando Vannacci è chiamato a salire sul palco per presentare il suo libro. In quest’occasione, è attesa una riunione con i suoi più stretti collaboratori e animatori del partito. Poi, un possibile incontro con la stampa per svelare i dettagli dell’operazione.     Ma gli occhi saranno puntati soprattutto sulla platea, per capire chi saranno i primi ‘compagni di viaggio’ del generale.     Qualcuno, però, è già uscito allo scoperto. “Avanti”, è il commento lasciato sul post di lancio del partito dal deputato leghista Edoardo Ziello. Insieme a Rossano Sasso da giorni hanno lasciato la spilletta di Alberto da Giussano nel cassetto. Anche se Sasso si riserva di “fare valutazioni” dopo “una riflessione in corso da tempo”. In molti si aspettano un’adesione dei due leghisti, insieme a quella – probabile – di Emanuele Pozzolo, fuoriuscito dal gruppo di FdI. Tra i parlamentari, Manlio Messina chiude a ogni possibile passaggio con Vannacci. Mentre un altro leghista, Domenico Furgiuele, non ha ancora sciolto la riserva e resta cauto. Chi ha già scelto è invece Massimiliano Simoni, unico consigliere regionale della Lega eletto in Toscana. “Ho condiviso con Vannacci tutto questo percorso, fin dal primo momento”, spiega dicendosi disponibile ad entrare nel partito.     Intanto, qualche evento in calendario c’è già. Dopo Ventimiglia e Parma a gennaio, il suo tour nei teatri prosegue.     A Modena seguirà Chiavari. E poi l’appuntamento a Montecatini sulla remigrazione, in programma a marzo. Mentre mancano ancora i particolari su organigramma e struttura. Il manifesto del partito, però, comincia già a circolare veloce sui social.     Vannacci guarda a quella “parte viva, vasta e profonda della cittadinanza che non si riconosce più in una dialettica timida, fatta di tinte spente e volti smorti, di braccia basse e calici annacquati, di linguaggi misurati e vie di mezzo”. “Di tutto questo gli italiani sono stufi”, incalza. E aggiunge: “Non a caso, gli italiani di destra non votano più, ma c’è Destra e destra”. E quella proposta dal generale “non è un menù à la carte”. Una nuova sfida per l’ex generale dell’esercito. Dopo l’avventura del libro bestseller pubblicato nell’estate del 2023, trasformata l’anno dopo nell’approdo al Parlamento europeo con 500 mila preferenze e segnata dalla tessera della Lega presa nell’aprile 2025 e culminata nella promozione a vicesegretario un mese dopo, si apre un nuovo capitolo.

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