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Poste presenta l’opas totalitaria per Telecom Italia. “Stato azionista di maggioranza sopra il 50%”

di Giustizia Avvocati - Redazione
23/03/2026
Home Economia Mondo

Poste Italiane lanciano un’opas totalitaria per l’acquisto di Telecom Italia. Lo ha deciso oggi il Cda dalla società. Il corrispettivo totale previsto è di circa 10,8 miliardi.
Il gruppo risultante dal completamento dell’offerta di Poste per l’acquisizione totale di Tim “potrà beneficiare di una governance stabile, con la presenza dello Stato Italiano quale azionista di maggioranza con una partecipazione superiore al 50% (anche attraverso la partecipazione detenuta da Cassa Depositi e Prestiti)”. E’ scritto nel comunicato del lancio dell’offerta che sottolinea come questo assicurerà “stabilità nel lungo periodo e un chiaro mandato strategico orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholders e per il Paese nel suo complesso”. “Tale assetto proprietario – è scritto – garantisce inoltre un forte allineamento degli interessi, volto a sostenere una performance competitiva e rendimenti per gli azionisti sostenibili nel tempo”.
“Tim prende atto dell’offerta Pubblica di Acquisto e Scambio totalitaria lanciata questa sera da Poste Italiane sul Gruppo”, afferma un portavoce della società. Domani si riunirà il consiglio di amministrazione per avviare il processo di valutazione dell’offerta.
Nel comunicato Poste sottolinea che il “corrispettivo dell’offerta è altamente attraente” e l’obiettivo è quello di acquisire l’intero capitale sociale di Tim e procedere alla revoca dalla quotazione delle azioni di Tim su Euronext Milan. Il completamento dell’operazione è previsto entro la fine del 2026.     L’offerta prevede una una componente in denaro pari a Euro 0,167 per ciascuna azione di Tim portata in adesione all’Offerta, e da una componente in titoli pari a n. 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di Tim portata in adesione all’Offerta. Il corrispettivo complessivo dell’Offerta, tra cash e azioni, “esprime una valorizzazione pari a Euro 0,635 per ciascuna azione di Tim e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato alla data del 20 marzo 2026”.     “L’obiettivo dell’operazione – spiega il comunicato di Poste – è dare vita ad un unico Gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane. Il nuovo Gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti”.     L’operazione, proposta al mercato, mira a scalare e potenziare la piattaforma di Poste Italiane ggiungendovi tre asset significativi: una rete fissa e mobile di scala nazionale, una posizione preminente nelle infrastrutture cloud e data center del Paese e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana a tutti gli stakeholders – significativa in tal senso la recente presa di posizione europea.     Il Gruppo combinato si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate del Paese con ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi di euro, un Ebit aggregato pro-forma pari a circa 4,8 miliardi di euro e con oltre 150 mila dipendenti.     Si tratta viene evidenziato una naturale evoluzione della strategia di Poste italiane: il piu’ grande network distributivo nazionale e operatore sistemico che evolve in abilitatore della trasformazione digitale del Paese. La combinazione delle due aziende “propone un mix di attivita’ diversificato, resiliente e generatore di cassa con solidita’ finanziaria e ampie riserve patrimoniali distribuibili”.     “Poste italiane e Tim – viene spiegato – rappresentano una perfetta integrazione realizzando un’offerta unica e completa, promossa da una rete di distribuzione senza pari costituzione di un gruppo industriale con significativa creazione di valore per gli azionisti con sinergie di ricavi e costi stimate in 0,7 miliardi annui, guidato da chiara direzione strategica e solida corporate governance”.

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