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Leonardo presenta il piano industriale 2030, ricavi a 30 miliardi e strategia su AI e dati

di Giustizia Avvocati - Redazione
13/03/2026
Home Economia Italia

Il Consiglio di Amministrazione di Leonardo, presieduto da Stefano Pontecorvo, ha approvato l’aggiornamento del piano industriale 2026-2030, delineando una traiettoria che punta a consolidare il Gruppo come player high-tech della sicurezza globale.
E la Borsa ha accolto il nuovo piano aziendale con fiducia, con le azioni Leonardo che nella mattinata di giovedì 12 marzo hanno registrato un balzo clamoroso: dall’apertura a 57,12 euro sono schizzate sopra 66 euro alle ore 11:00.

Leonardo aggiorna il Piano Industriale 2026-2030
Come viene riportato in una nota, sotto la guida dell’ad Roberto Cingolani, l’azienda evolve verso una One Company multinazionale, integrando cybersecurity, intelligenza artificiale e high performance computing come pilastri strategici.
Il gruppo ha rafforzato la propria struttura attraverso:

razionalizzazione del portafoglio di attività;
lancio di nuovi prodotti;
partnership e joint venture internazionali;
operazioni mirate di acquisizione e digitalizzazione;
aumento della capacità produttiva.

Questo processo ha consentito all’azienda di presentarsi sul mercato globale con una struttura industriale più solida e pronta a cogliere le opportunità di un settore in rapida evoluzione. Il contesto internazionale sta infatti cambiando rapidamente: la diffusione di missili ipersonici, vettori balistici, droni e attacchi informatici su larga scala aumenta la complessità dello scenario globale. In questo quadro la sicurezza non riguarda più soltanto la difesa tradizionale, ma coinvolge direttamente infrastrutture e settori chiave dell’economia.
L’evoluzione dei kpi finanziari prevede una crescita significativa in tutti i parametri entro il 2030. Per quanto riguarda gli ordini, si parla di un target a 32 miliardi di euro (rispetto ai 23,8 miliardi di euro stimati per il 2025). Sul fronte dei ricavi l’obiettivo è di 30 miliardi di euro (contro i 19,5 miliardi nel 2025) con un Cagr del 9%.
Per quanto riguarda l’Ebita si prevede di toccare quota 3,59 miliardi di euro, con una redditività più che raddoppiata rispetto al 2025. Sul fronte del Focf si prevede il raddoppio del flusso di cassa a 2,06 miliardi di euro al 2030. Nel quinquennio 2026-2030, Leonardo prevede ordini cumulati per 142 miliardi di euro.
Elemento centrale del piano è il Michelangelo Dome, una piattaforma digitale che abilita la piena interoperabilità tra i domini aria, terra, mare, spazio e cyber. Questa architettura aperta sfrutta l’intelligenza artificiale e il cloud per neutralizzare minacce ibride, dai missili ipersonici agli sciami di droni. L’iniziativa sbloccherà opportunità di business stimate in 21 miliardi di euro nei prossimi dieci anni.
Assunzioni in Leonardo
Il piano prevede un massiccio piano di assunzioni: 28.000 nuovi ingressi tra il 2026 e il 2030, portando l’organico totale a 75.500 risorse. Il Gruppo punta sui giovani (55% under 30) e sui profili Stem (70%). Sul fronte della sostenibilità, sono confermati gli impegni verso la Science Based Targets initiative per la decarbonizzazione e nuovi target per la circolarità dei materiali critici.
Strategia per le aree di business
Svelata poi la strategia per le varie aree di business. Per quanto riguarda l’elettronica si punta a una crescita dell’Ebita del 12,1%, fungendo da motore per il Michelangelo Dome. Nell’area spazio è prevista una crescita record (Ebita +26,4%) con l’obiettivo di creare il più grande player europeo tramite la joint venture “Bromo” con Airbus e Thales. Nell’area cyber si prevede un incremento dei ricavi del 14,5%. per le aerostrutture viene confermato il breakeven dell’Ebita nel 2028.
Infine Leonardo ha annunciato una politica di dividendi più ricca, con un incremento del 21% per il dividendo pagato nel 2026, mantenendo una rigorosa disciplina finanziaria volta a ridurre l’indebitamento.

Questo il commento di Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo:
Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo Piano Industriale, oltre ogni previsione. Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l’AI e la cybersecurity. Oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future. Il nuovo Piano Industriale definisce la traiettoria del Gruppo al 2030, guardando ad un maggiore consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale. Leonardo si presenta oggi ai mercati come una realtà industriale unica e forte del recente lancio del Michelangelo Dome, concreta applicazione della visione multidominio del Gruppo che contribuirà alla costruzione di capacità sovrane e interoperabili. Un’architettura di difesa integrata e aperta, progettata per rispondere ad uno scenario in cui le minacce alla sicurezza sono sempre più ibride e richiedono soluzioni nuove e pienamente interconnesse.

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